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Ultimo aggiornamento: 16:46
La tragedia di Crans-Montana – dove un’esplosione avvenuta nel Costellation bar ha provocato almeno 47 morti e cento feriti – ha messo in moto la macchina dei soccorsi internazionale, rapida e coordinata, che ha visto l’Italia schierarsi fin dalle prime ore al fianco delle autorità svizzere per fronteggiare un’emergenza di proporzioni eccezionali.
Poco dopo l’esplosione, avvenuta intorno all’1.30, le autorità elvetiche hanno chiesto supporto oltreconfine. All’alba, su richiesta ufficiale, la Centrale Unica del Soccorso della Valle d’Aosta ha attivato l’elicottero SA1 della Protezione civile regionale, decollato con a bordo tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e un medico. Il mezzo ha operato a Crans-Montana a supporto delle squadre locali, inserendosi in un sistema di emergenza già fortemente sollecitato dall’elevato numero di vittime e feriti. Mi sono trovato difronte a una situazione catastrofica, ma ci siamo inseriti in un sistema di soccorso ben oliato, in cui abbiamo potuto operare con ordine e tranquillità, gestendo un flusso continuo di feriti, ustionati e con traumi da schiacciamento” ha raccontato Jacopo Pernechele, medico valdostano intervenuto con l’elicottero della Protezione civile della Valle D’Aosta.











