<p>L’Asia chiude la settimana in forte calo, sotto la pressione della guerra Usa-Iran e del rialzo del petrolio.
Il Brent ha sfondato la soglia dei 100 dollari, mentre un parallelo flusso di vendite si è abbattuto sui titoli dei chip e dell’AI.
Alle ore 7:30 italiane, il Nikkei perde quasi il 3%, l’Hang Seng l’1,15%, Hong Kong lo 0,8% e il Kospi oltre il 5%.
I futures sul Nasdaq sono sotto la parità dopo il -2,15% della sessione precedente. </p> <p> </p> <ul> <li><em>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/petrolio-e-ai-abbattono-le-borse-e-se-jamie-dimon-avesse-ragione-202607231235073590">Petrolio e AI abbattono le borse.
E se Jamie Dimon avesse ragione?</a></em></li> </ul> <p> </p> <h2>Il petrolio supera i 100 dollari mentre Trump valuta un «attacco massiccio» contro l'Iran</h2> <p>Il petrolio è tornato sopra quota 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, mentre Wall Street e il mercato obbligazionario statunitense hanno chiuso in ribasso dopo che il presidente Usa <strong>Donald Trump </strong>ha dichiarato di stare valutando un «<strong>attacco massiccio</strong>» contro l'Iran, in un contesto di crescente escalation delle tensioni in Medio Oriente. </p> <p>Il Brent, riferimento per il mercato internazionale, viaggia in Asia a 100,4 dollari, il Wti americano a 91,72 dopo che<strong> i ribelli Houthi sostenuti dall'Iran</strong> hanno attaccato <strong>due petroliere saudite nel Mar Rosso,</strong> alimentando i timori di nuove interruzioni dell'offerta globale di greggio e di un ritorno delle pressioni inflazionistiche. </p> <p>Il greggio ha così esteso il forte recupero iniziato nelle ultime settimane dopo che gli Houthi hanno annunciato di aver colpito due petroliere saudite, pochi giorni dopo aver proclamato un blocco navale contro il Regno.






