A cura di Megan Poinski
Dopo essersi laureato nel 1992, Todd Krinsky decise di tentare la fortuna nel settore delle sneakers e trovò lavoro nella sala smistamento posta di Reebok. Trent’anni dopo era diventato amministratore delegato dell’azienda.
La sua storia, però, non è soltanto quella di un appassionato di scarpe sportive che è riuscito a trasformare la propria passione in una carriera di successo. È anche una storia di pazienza e capacità di reinventarsi. Krinsky è rimasto in Reebok anche dopo l’acquisizione da parte di Adidas nel 2006, un periodo in cui il marchio passò dall’essere un brand innovativo dedicato alle performance sportive, con un’identità anticonvenzionale, a un marchio più tradizionale focalizzato sul fitness e relegato a un ruolo secondario all’interno del gruppo tedesco. Poco dopo l’acquisizione di Reebok da parte di Authentic Brands nel 2021, Krinsky è stato nominato ceo, avviando il percorso per riportare il marchio alla posizione di mercato che aveva in passato.
Gli anni dell’innovazione
Da adolescente Todd Krinsky vendeva scarpe sportive nei negozi dei centri commerciali e giocava a basket. Le sneakers facevano parte della sua vita e, per questo, entrare in Reebok subito dopo il college gli sembrò una scelta naturale. All’epoca non immaginava che sarebbe stato l’inizio di una lunga carriera, ma racconta di essersi innamorato rapidamente del marchio, della sua cultura e del suo modello di business. “Ho sempre creduto nel brand, sia nei momenti di successo sia in quelli più difficili”, ha detto Krinsky. “È questo che mi ha fatto restare”.






