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di Stefania Giuffrè

24 Luglio 2026, 06:30

Il sit in è stato spontaneo, giura Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Ars. Come dire, in altre parole, che non è stato lui a mettere insieme quel centinaio di residenti che, mercoledì, hanno sfidato il caldo per protestare contro la discarica di Bellolampo e soprattutto contro il termovalorizzatore che la Regione progetta. Puntualizzazione da deputato spesso critico con la sua stessa maggioranza. «Io non sono contrario ai termovalorizzatori - precisa - anzi, ben vengano. Ma Bellolampo non è l’area adatta, è già compromessa da decenni di sfruttamento. Non c’è nessun attacco politico, solo una questione di opportunità rispetto alla localizzazione».

La voce è unanime con quella dei residenti. Nelle case, a ridosso della discarica, l’aria è irrespirabile, lamentano. «Prima di pensare a un termovalorizzatore lì - continua il deputato - la zona andrebbe bonificata. Da decenni assistiamo ad un sistema di deposito abnorme. Ricordiamoci poi che, in questo caso, il cinquanta per cento dei rifiuti di tutta la Sicilia attraverserebbe il cuore della città». La metà dei rifiuti appunto perchè, nei progetti già avanzati di Palazzo d’Orléans, l’impianto di trattamento farebbe il paio con quello di Catania, sulla sponda orientale. «Sarebbe più opportuno individuare aree alternative - continua - penso a zone in prossimità di uno svincolo autostradale e vicino ad una centrale termoelettrica». L’identikit perfetto di Termini Imerese. «Oppure zone geograficamente accessibili e isolate», corregge il tiro. «Per essere chiari: i termovalorizzatori possono stare anche nel cuore di una città, ma Bellolampo è già compromessa, merita pace». Figuccia si fa portavoce dei disagi dei residenti di Borgo Nuovo e dei quartieri limitrofi che si estendono a valle della discarica. «La prospettiva della quarta vasca qua fa paura - dice Figuccia - i cittadini sono esasperati». E auspica trasparenza e partecipazione oltre che «valutazioni ambientali, sanitarie e infrastrutturali rigorose».