Riforme in stallo
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I portici di corso Garibaldi a Urbino, un luogo costantemente preso di mira dai writers armati di bombolette spray
"Sul Piano Urbanistico Generale fino ad ora l’Amministrazione ha scelto di non pianificare". Il gruppo di cittadini urbinati attenti alle questioni pubbliche “Gruppo 081“ lancia un appello affinché il nuovo Pug tenga conto davvero del precedente Prg di De Carlo. "Urbino, come altri Comuni dell’entroterra – dicono i membri del Gruppo 081 – non attraversa un felice momento di sviluppo e prosperità perché l’Università non è in espansione, perché il turismo non ha grandi numeri e il commercio e il mondo produttivo, specie quello artigianale, è praticamente assente. Tutte le volte che in qualche incontro si toccano questi argomenti, si rispolvera il Piano di Gestione Unesco o le indicazioni che De Carlo ha dato con il Piano Urbanistico che ha redatto. Ora che si parla del PUG il sindaco Gambini ha esordito dicendo che il comune “interviene su un piano regolatore importante, quello di De Carlo, consapevoli del valore storico e urbanistico di questo percorso“. Ma a nostro avviso, fino ad ora l’Amministrazione ha seguito e attuato il piano di non pianificare. Ci sembra che siano state cancellate le indicazioni che il vecchio strumento urbanistico dava per la ex fornace Volponi, per il palazzo Gherardi (Polo Archivistico Internazionale) per l’ex convento di Santa Chiara, per i collegamenti tra porta Valbona e fortezza Albornoz, per regolamentare veramente il traffico nel centro storico e, infine, per la grande viabilità. L’architetto Mario Cucinella assicura che il nuovo piano partirà dall’onda del lavoro di De Carlo e che si userà un metodo mirato a leggere in modo integrato vocazioni, servizi, accessibilità e identità dei luoghi. Tutto ciò è ammirevole, ma forse è impossibile leggere in modo integrato questi aspetti senza conoscere la base ove collocarli: registrando la vocazione di qualcuno è solo possibile giustificare le cose pensate e non dette che quasi sempre avvantaggiano qualche categoria a svantaggio della comunità. Per apprestare un piano urbanistico ed edilizio occorre tempo e fatica, bisogna rielaborare e integrare i rilevamenti statistici, poi passare dalla astrazione dei numeri all’identificazione delle concrete comunità umane, delle loro esigenze e dei loro sistemi di vita, e infine progettare. Per agire secondo logica, prima di indicare qualsiasi cosa per il centro storico, quello urbano e per le frazioni, è necessario individuarne le ragioni economiche o strategiche che ne determinano la sopravvivenza e lo sviluppo. Su basi vere e concrete vanno redatti progetti con l’Università, con chi genera turismo, con chi offre accoglienza e con la città in generale. Certamente le frazioni non possono vivere solo di pensionati e bisognerà pensare a cambiamenti e a comunità energetiche. I buoni propositi sul Pug – conclude il Gruppo – possono essere raggiunti con il rilievo di ogni genere di attività e dichiarando gli obiettivi che si vogliono raggiungere: senza queste cose il Pug diventa il Pug di Gambini che non aiuta la nostra città".







