"Ho letto un articolo sul vostro giornale". Inizia così la breve lettera di un nostro lettore in riferimento al caso dell’ecomostro di via Calatafimi e di quello di via Carnia. L’attento cittadino che segue giornalmente gli eventi che accadono sul territorio, si riferisce all’intervento del consigliere Fabio Urbinati che ha tirato fuori la notizia di un secondo caso di azienda abbandonata che fa capo allo stesso proprietario dell’edificio di via Calatafimi.
"L’ex consigliere regionale, attuale consigliere comunale – scrive il lettore – ha scoperto un secondo ecomostro, quello di via Carnia, lungo la strada che da San Benedetto conduce verso Acquaviva passando per la Valle del Forno. Tutti sanno che per decenni ha ospitato grandi celle frigorifere e appartiene allo stesso proprietario".
Il lettore poi sposta l’obiettivo sul Ballarin. "Adesso tutti hanno i fari puntati sull’ecomostro e sta passando in secondo piano la terribile bruttura che si nota andando da viale Colombo verso Grottammare. Hanno abbattuto la gradinata sud del Ballarin e stanno ricostruendo un muro con una colata di cemento orribile. Occorreva scomodare e pagare profumatamente un archistar del nord Italia per realizzare uno scempio simile?".






