Il direttore generale di PugliaPromozione, Luca Scandale, vista ogni anno 70mila mandati di pagamento. Non poteva quindi ragionevolmente rendersi conto che la disposizione di bonifico a favore del suo predecessore, Mario Minchillo, era basata su presupposti fraudolenti. Su questa base la Procura di Bari, con il pm Baldo Pisani, ha disposto la revoca del sequestro preventivo da 77mila euro effettuato a giugno nei confronti del manager barese, 51 anni, accusato di peculato insieme ad altre quattro persone.
La Procura ha accolto l’istanza di dissequestro della difesa di Scandale (avvocati Michele Laforgia e Aurelio Gironda) a seguito di un approfondimento investigativo richiesto alla Finanza secondo cui la causale del pagamento («Diversi») non consentiva di comprenderne l’illiceità. Era stato proprio Scandale, peraltro, a segnalare altre operazioni effettuate da Minchillo una volta nominato commissario, relegandolo in un ruolo non operativo. «È emerso - scrive il pm - il ragionevole dubbio in ordine alla sussistenza del dolo nel disporre le operazioni» che tra il 2022 e il 2023 hanno portato i soldi nelle tasche di Minchillo, nel frattempo deceduto ma al centro dell’indagine sulle malversazioni di denaro pubblico.






