Il Tribunale del Riesame di Bergamo ha annullato il sequestro preventivo di 195.425 euro disposto nei confronti del consulente e criminalista Davide Barzan, volto noto dell’inchiesta sul delitto di Pierina Paganelli, indagato per autoriciclaggio nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Procura bergamasca. La decisione comporta la restituzione non solo della somma di denaro, ma anche di tutti i beni di valore sequestrati durante le perquisizioni eseguite nei mesi scorsi nell’appartamento di Riccione del consulente, tra cui borse firmate e altri oggetti di lusso. Il provvedimento arriva dopo il ricorso presentato dagli avvocati Anna Colombo e Marlon Lepera, del foro di Cosenza, difensori di Barzan. Quest’ultimo è diventato noto al grande pubblico soprattutto per il suo ruolo in qualità di consulente di Manuela Bianchi, nuora di Pierina Paganelli, la donna uccisa a Rimini il 3 ottobre del 2023 in via del Ciclamino. Ma Barzan è stato anche al centro di vari servizi televisivi della trasmissione Le Iene.

Il collegio del Riesame ha accolto le argomentazioni dei difensori di Barzan, ritenendo non legittimo il sequestro limitatamente all’importo di 195.425 euro e ordinandone la restituzione. L’indagine, avviata dalla Procura della Repubblica di Bergamo, ruota attorno a una presunta bancarotta fraudolenta legata a una società, con ipotesi di distrazione di fondi e truffa per un valore complessivo di circa un milione di euro. Nel maggio scorso la Guardia di Finanza aveva eseguito perquisizioni sia nell’abitazione sia nell’ufficio di Barzan, sequestrando denaro contante, beni di lusso e altri oggetti ritenuti riconducibili al profitto dei reati ipotizzati. Complessivamente, nell’ambito dell’inchiesta erano stati disposti sequestri per circa 450mila euro. Secondo quanto spiegato dalla difesa, il Tribunale ha annullato il sequestro limitatamente alla somma di 195.425 euro. In concreto, ciò ha comportato il dissequestro di tutti i beni e di tutte le somme di denaro che erano state sottoposte a sequestro, poiché il valore complessivo dei beni vincolati era riconducibile a quell’importo. In sostanza, il vincolo è stato rimosso su tutti i beni e su tutte le disponibilità economiche.