Accolto il ricorso della Procura di Bari contro il «no» del gip all'arresto. Interdizione per un altro legale. Ma prima dovrà esprimersi la Cassazione

Mercoledì 10 Giugno 2026, 05:01

Il fatto che Giuseppe Petruzzelli sia stato licenziato dall’Acquedotto Pugliese non elide il rischio che l’abogado barese, 50 anni, oggi dipendente di una ditta privata, possa reiterare le condotte truffaldine con cui avrebbe intascato 300mila euro: sentenze di risarcimento false con cui avrebbe drenato i soldi dell’Aqp sfruttando i conti correnti di prestanomi più o meno consapevoli. È su questa base che il Tribunale della Libertà (presidente e relatore Abbattista) ha accolto il ricorso della Procura di Bari contro l’ordinanza con cui a settembre il gip aveva negato i domiciliari, ritenendo venute meno le esigenze cautelari.

Per le stesse ragioni i giudici hanno disposto l’interdizione di Andrea Meschisi, 50 anni, di Grumo, ritenuto uno dei complici di Petruzzelli, tuttora iscritto all’Ordine e dunque - secondo il Tribunale di appello - anche lui in grado di reiterare le truffe. Le misure nei confronti di Petruzzelli (difeso dall’avvocato Mario Malcangi) e Meschisi (avvocato Michele Mongelli) sono sospese fino a passaggio in giudicato: i due potranno quindi aspettare la decisione della Cassazione. Respinti invece, per mancanza di esigenze cautelari, gli appelli della pm Chiara Giordano nei confronti di Michele Barbaro, 53 anni di Lucera, Antonio Simeone, 48 anni di Modugno e il collaboratore di studio di quest’ultimo, Giovanni Piccolo, 53 anni di Grumo (gli ultimi due difesi dall’avvocato Andrea Casto)...