Gli Stati Uniti hanno annunciato i nuovi dazi che dalla mezzanotte americana di giovedì sostituiscono tariffe globali in scadenza del 10 per cento. La nuove tariffe, come previsto, sono comprese tra il 10% e il 12,5% e riguardano l’inadeguata lotta al lavoro forzato. Sono state decisae in base alla Section 301 del Trade Act del 1974 che consente rappresaglie anti-discriminazione al presidente americano al termine di una indagine.
Numerosi grandi partner, dal Canada all’Unione Europea, sono adesso colpiti dai nuovi balzelli del 10%, nonostante il Canada abbia già in vigore una legge contro il forced labor e la Eu ne abbia una nuova che entra in vigore nel 2027.
La Casa Bianca accusa i partner di non farle comunque rispettare. I dazi, per la Ue, dovrebbero tuttavia rimanere compresi sotto il tetto massimo del 15% stabilito dall’accordo commerciale bilaterale.
Il rappresentante americano per il Commercio, Jamieson Greer, ha stimato che il 99% delll’import Usa sarà intreressato dalle misure. Che erano state anticipate in giornata dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, senza tuttavia fornire dettagli sui contenuti dell’annuncio. «Non voglio anticiparlo, quindi vi invito ad attendere ulteriori informazioni», aveva dichiarato durante il briefing con la stampa. Ulteriori dazi sono tuttora allo studio dell’amministrazione.











