In occasione della 61a edizione della Biennale d’Arte di Venezia, ad arricchire il nutrito calendario di Eventi Collaterali le opere di tre noti artisti contemporanei: Leandro Erlich al Negozio Olivetti, Jan Fabre alla Scuola Grande di San Rocco e Maria Cristina Crespo in Riva San Biasio.
Istituita nel 1895, la Biennale d’Arte di Venezia è una delle più antiche e prestigiose manifestazioni di arte contemporanea al mondo, che ogni due anni compie la magia di mettere in dialogo quel secolare e straordinario museo a cielo aperto che è la Serenissima con le più interessanti avanguardie artistiche, nazionali ed internazionali. Ogni anno un tema diverso (quest’anno il filo conduttore è In Minor Keys, Tonaità Minori), ogni anno un curatore diverso (a curare l’edizione 2026 la critica d’arte camerunense Koyo Kouoh, prematuramente scomparsa poco prima dell’inizo della manifestazione), ogni anno una polemica diversa. Ma questo poco importa. Puntualmente, ad ogni edizione, i padiglioni storici dei Giardini della Biennale e gli spazi dell’Arsenale si animano di suoni e di colori, di installazioni e di tele, di sculture e di performance. L’Arte chiama il mondo e Venezia diventa, se possibile, ancora più animata e cosmopolita. Oltre all’Arsenale e ai Giardini a fare da catalizzatori, anche i canali, le calli, i sestieri, gli atelier, le biblioteche, i palazzi storici e qualunque spazio ospiti gli innumerevoli «Eventi Collaterali», che quest’anno sono oltre 30 e spaziano dalla moda ai progetti sperimentali






