Sull'accesso alle chat di Delmastro nell'inchiesta sulla 'Bisteccheria d'Italia', la Procura di Roma valuterà di sollevare un conflitto d'attribuzione contro la Camera davanti alla Consulta: tutto è legato all'esito del voto in Aula tra una settimana.
All'indomani della decisione della Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera - che nelle ultime ore ha negato ai magistrati l'accesso alle chat tra l'ex sottosegretario e Mauro Caroccia - si intravede all'orizzonte un ennesimo confronto con nuove mosse tra i pm di Piazzale Clodio e la politica, sulla vicenda dei rapporti tra Delmastro (non indagato) e il ristoratore condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni con l'aggravante di aver agevolato il clan camorristico dei Senese.
Mentre in vista del voto del 30 luglio centrodestra e centrosinistra promettono scintille, il presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera, Devis Dori, ha annunciato che "ci sarà anche un relatore di minoranza in Aula". È stato infatti chiesto dalle opposizioni di poter svolgere la propria relazione. Intanto, le scaramucce proseguono: "L'intera maggioranza di destra vota in Giunta per scudare Delmastro impedendo alla procura di acquisire le sue chat con un prestanome del clan Senese, ritenute essenziali ai fini dell'indagine. Come si può essere così spudorati nell'intestarsi battaglie per la legalità e la lotta alla mafia quando poi si ostacolano le indagini su un clan mafioso?", chiede il presidente del M5s, Giuseppe Conte. E il presidente del gruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia, aggiunge: "Non vogliamo processi sommari, ma diciamo no a immunità politiche".













