La decisione verrà presa solo dopo il voto a Montecitorio il 30 luglio. Ma è inevitabile l'innalzamento dello scontro tra magistratura e governo

La Procura di Roma è pronta a valutare la possibilità di sollevare un conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale qualora la Camera confermi il diniego all’acquisizione delle chat tra il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro e Andrea Caroccia. La decisione dei magistrati arriverà solo dopo il voto dell’Aula di Montecitorio, previsto tra una settimana, chiamata a pronunciarsi sulla richiesta di autorizzazione avanzata dalla magistratura.

Il precedente e il salvataggio ieri in Giunta per le autorizzazioni

Un primo stop era arrivato dalla Giunta per le autorizzazioni della Camera, che nella seduta di ieri ha respinto la richiesta della Procura di accedere alle conversazioni intercorse tra Delmastro e Caroccia, ritenendo prevalenti le garanzie previste dall’articolo 68 della Costituzione in materia di tutela delle comunicazioni dei parlamentari. Le chat sono ritenute dagli inquirenti potenzialmente rilevanti nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge Andrea Caroccia, ristoratore condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni con l’aggravante di aver favorito il clan camorristico dei Senese. Per la Procura, il contenuto degli scambi potrebbe fornire elementi utili all’attività investigativa, motivo per cui era stata avanzata la richiesta di autorizzazione al Parlamento.