ROMA – Dalla fine di maggio l'Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA) egiziana ha arrestato almeno cinquanta persone, tra cui nove donne, appartenenti al gruppo “Gen Z002”, attivo sulla piattaforma social Discord. Gli attivisti contestano il Presidente Abdel Fattah al-Sisi e ne auspicano la caduta. Amnesty International segue in particolare il caso di sei uomini, tra i 19 e i 46 anni, tutti artigiani, studenti e dipendenti pubblici, arrestati a casa o mentre erano a lavoro senza che la polizia desse notizie sul luogo della detenzione, che per alcuni si è protratta fino a quaranta giorni. Un ragazzo di diciannove anni ha denunciato di essere stato torturato.
Cinquanta persone indagate per terrorismo e diffusione di notizie false. Oggi le cinquanta persone sono tutte indagate con l'accusa di terrorismo e di diffusione di notizie false per avere pubblicato spesso solo testimonianze sulle difficoltà della vita quotidiana, sul caro benzina o elettricità. “È scandaloso – commenta Mahmoud Shalaby, ricercatore di Amnesty International – che in Egitto le persone possano essere fatte sparire con la forza e a rischio di tortura solo perché fanno parte di un gruppo online e criticano il governo di Abdel Fattah al-Sisi. Esercitare il diritto alla libertà di espressione, online e offline, non dovrebbe mai essere motivo di arresto o perseguimento penale”.







