Dopo quasi dodici anni di carcere, il più famoso dissidente egiziano, Alaa Abdel-Fattah, sarà finalmente libero: la grazia è stata annunciata ieri dal presidente Abdel Fattah Al Sisi, che non brilla certo per il garantire i diritti degli oppositori politici, dopo un incessante campagna lanciata da varie Ong e, soprattutto, dal governo britannico. Si sono spesi in prima persona il primo ministro Keir Starmer, che ha telefonato ad Al Sisi tre volte per chiedere la liberazione dell’attivista, e il ministro degli Esteri David Lammy.

Nato e cresciuto in Egitto, da una nota famiglia progressista, Abdel-Fattah dal 2021 era infatti anche cittadino britannico, attraverso la madre, Laila Soueif: la donna, che è nata a Londra, si era battuta per ottenere la doppia cittadinanza al figlio proprio nella speranza di facilitarne la liberazione. Da allora, aveva organizzato sit-in davanti a Downing Street e al Foreign Office, e fatto ripetuti scioperi della fame, che per due volte avevano portato a ricoveri in ospedale.