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Ultimo aggiornamento: 19:35
Alaa Abdel Fattah è libero. L’attivista egiziano, simbolo della rivoluzione del 25 gennaio 2011, era in carcere dal 2019. La grazia del presidente al Sisi, che ha preso il potere con un colpo di stato nel 2014, è arrivata questa mattina. “Non riesco a credere che ci riprendiamo le nostre vite!” ha dichiarato felice la sorella, Sanaa Seif, alla notizia della liberazione del fratello.
“Vogliono che io sia così oppresso da diventare invisibile” aveva dichiarato Abdel Fattah nel 2019, dopo un ennesimo arresto. Ma Al Sisi è stato solo l’ultimo presidente d’Egitto a incarcerare Abdel Fattah, di cui si registra il primo arresto nel 2006, sotto la presidenza di Hosni Mubarak, quando prese parte ad una protesta in cui si chiedeva una magistratura indipendente.
In quella occasione, passò 45 giorni in carcere. Ma è nel 2011 che Abdel Fattah si fa notare, grazie alla sua attività di ingegnere informatico, volta allo sviluppo di software e siti per bucare la censura governativa. Prende parte alle manifestazioni indette in piazza Tahrir e diffonde, attraverso i suoi blog, le notizie di quello che avveniva nel paese. “È in molti modi il sinonimo di quella che è la rivoluzione del 25 gennaio” scriverà Al Ahram, uno dei quotidiani storici egiziani, dopo la fine dell’era di Mubarak.











