L’Italia è, prima di tutto, una grande potenza culturale. Ed è proprio da questa consapevolezza che deve partire la sua presenza nel mondo.
Gli Istituti Italiani di Cultura sono una componente essenziale di questa strategia. Non rappresentano un accessorio della politica estera, ma una delle sue espressioni più efficaci: diffondono la lingua, raccontano l’identità italiana e promuovono ciò che rende unico il nostro Paese. Cultura, infatti, non significa soltanto libri e arti visive, ma anche cucina, musica, design, artigianato, stile di vita, capacità di stare insieme.
Quando difendiamo la dieta mediterranea, non difendiamo soltanto un modello alimentare: difendiamo una parte essenziale della nostra identità. E dentro questa identità c’è anche il vino, che non è una semplice bevanda, ma un elemento della cultura italiana e mediterranea, un linguaggio sociale, un rito conviviale, un tratto della nostra storia che va dall’antica Roma alla tradizione cristiana, fino alla tavola contemporanea. Attaccare il vino in nome di slogan superficiali significa spesso ignorare il suo valore culturale, oltre che economico e simbolico, per l’Italia.
La cultura è anche la nostra musica, la musica leggera ma anche la musica folkloristica. In occasione di un evento dedicato al Turismo delle Radici, che è parte della nostra politica estera per attrarre i turisti di origine italiana in Italia o italiani che vivono all’estero, abbiamo riunito le bande, che fanno parte della nostra identità.






