«Grazie, ma…». Siamo sempre lì, al dibattito su Welfare e non autosufficienza: da una parte la Regione, disposta a sostenere alle sue condizioni; dall'altra le Rsa, che ricordano le loro. Il tema, in questo caso, è il provvedimento Scelta Sociale 2026: la delibera è stata appena approvata, e trasmessa alle strutture. Confapi: bene il sostegno alle famiglie, ma restano le preoccupazioni La presa di posizione è di Confapi Piemonte nella persona di Michele Colace, il presidente. «Registriamo con favore l'attenzione che la Regione Piemonte continua a dedicare al tema della non autosufficienza attraverso l'approvazione della delibera sulla misura "Scelta Sociale - Buono Domiciliarità 2026"»: questa la premessa. Seconda: «L'iniezione di risorse per supportare le famiglie che garantiscono l'assistenza al domicilio dei propri cari rappresenta un segnale positivo in un momento di forte pressione economica sul welfare familiare». I 20,6 milioni destinati alla domiciliarità e il nodo delle Rsa Tuttavia, «dall'analisi del provvedimento emerge un motivo di netta preoccupazione: la scelta di dotare la misura di 20,6 milioni, riducendo di pari importo gli stanziamenti precedentemente assegnati al sostegno dell'inserimento nelle strutture residenziali socio-sanitarie e socio-assistenziali». «Accogliamo positivamente ogni strumento che dia sollievo economico diretto alle famiglie piemontesi ma non possiamo tacere la perplessità nel constatare come si sia scelta la via del travaso di risorse, svestendo un settore per vestirne un altro - aggiunge il presidente -. Probabilmente il Presidente Cirio si è fatto convincere dalle tesi di Monsignor Paglia, secondo cui la cura tra le mura domestiche è sempre e comunque la soluzione ideale e praticabile per tutti: una visione affascinante ed evocativa, ma che rischia di scontrarsi con la dura realtà di chi gestisce la non autosufficienza grave.» Confapi: domiciliarità e residenzialità non devono essere in contrapposizione Secondo Confapi Piemonte, infatti, «l'approccio ideologico che contrappone la domiciliarità alla residenzialità rischia di produrre distorsioni pericolose». «Sebbene il contributo per l'assistente familiare rappresenti un sostegno utile, non può costituire la risposta esaustiva per i quadri clinici e assistenziali ad alta complessità». E ancora: «Quello che le istituzioni non ci dicono è come si possa gestire a casa una non autosufficienza complessa e quanto questo costi realmente alle famiglie: finanziare un servizio per 16 ore settimanali di assistenza privata è un ausilio apprezzabile, ma lontanissimo dal coprire un bisogno assistenziale che spesso richiede presenza continua h24 e competenze professionali strutturate. Ridurre i fondi per la residenzialità rischia di scaricare l'intero peso assistenziale ed emotivo sulle abitazioni private, con costi indiretti altissimi che finiscono per impoverire le famiglie.» La richiesta di un tavolo sul welfare piemontese Confapi Piemonte sottolinea che la propria posizione non nasce da una difesa acritica o d'ufficio della residenzialità, bensì da un realismo economico e sociale. Domiciliarità e Rsa non sono modelli in competizione «a somma zero», ma due pilastri complementari dello stesso sistema integrato di welfare. «Auspichiamo che la Regione apra un tavolo di confronto pragmatico sui costi reali e sulle strategie del welfare piemontese, servono risorse complessive e un'architettura che valorizzi sia la rete delle Rsa sia l'assistenza domiciliare, garantendo sostenibilità economica alle imprese del settore e una reale libertà di scelta alle famiglie.» La replica dell’assessore: «Nessun definanziamento delle Rsa» Nella persona di Maurizio Marrone, assessore alle Politiche sociali: «Nessun definanziamento. Abbiamo semplicemente dato priorità temporale alla domiciliarità perché tante famiglie ci chiedevano di riaprire le domande di Scelta Sociale, un voucher che è inevitabilmente a rimborso delle spese di assistenza sostenute e fatturate, come prescritto dalla Commissione UE, mentre tante residenze non confermavano più la disponibilità ad anticipare lo sconto ai loro ospiti in attesa del bonifico trimestrale del buono da Finpiemonte e non potevamo ripartire con il voucher residenzialità con uno scenario territoriale a macchia di leopardo. Accogliamo l'apertura di Confapi a condividere un ragionamento comune per rilanciare Scelta Sociale anche sulla residenzialità, chiarite le disponibilità condivise da tutto il panorama datoriale delle residenze, come fatto già per Protezione Sociale, con i 18 milioni sempre di welfare FSE che le residenze stanno andando a percepire con i progetti migliorativi per gli ospiti».
Rsa, Confapi: “Tagliati 20 milioni”. Replica la Regione: “Priorità alla domiciliarità”
Più fondi alle residenze per anziani o all’assistenza domiciliare? Continua lo scontro, il confronto questa volta investe la delibera “Scelta Sociale 2026”







