L’Agenzia spaziale europea ha pubblicato un’immagine del Mediterraneo in cui il mare ha il colore rosso scuro del sangue: una ferita ambientale e climatica causata da decenni di emissioni antropiche. Il colore non indica la temperatura assoluta dell’acqua, ma la sua anomalia rispetto alla media del periodo 1991-2020. Le tonalità più intense occupano gran parte del bacino occidentale e centrale, dalle coste della Francia meridionale alla Corsica, dalla Sardegna alla penisola italiana, fino al Nord Africa.

Secondo i dati del servizio marino europeo Copernicus, il 29 giugno 2026, in vaste aree del Mediterraneo, la superficie del mare era molto più calda del normale, con scarti che in alcuni punti arrivavano fino a otto gradi. E questo ancor prima di agosto, il mese in cui il Mediterraneo raggiunge generalmente le temperature più elevate. Il 22 luglio, fare il bagno in provincia di Genova significa entrare in un mare che, vicino alla costa, raggiunge i 28,7 gradi, contro una media di 25,2 gradi nel mese di luglio.

ESA (data sources: CMEMS/ESA SST CCI)

Quella del Mediterraneo è un’anomalia estrema, ma non isolata. Il 21 giugno la temperatura media della superficie degli oceani, escluse le regioni polari, ha superato i valori registrati nello stesso periodo del 2023 e del 2024, anni già eccezionalmente caldi. Il riscaldamento del mare è uno degli indicatori più evidenti dello squilibrio climatico in corso, anche se spesso l’attenzione pubblica si concentra soprattutto sulle temperature registrate sulla terraferma.