I droni sono i nuovi protagonisti dei conflitti armati e la loro pervasività promette di continuare ad aumentare nei prossimi anni. Con la joint venture con la turca Baykar, Leonardo ha trovato il modo di recuperare terreno in un settore dove tutta Europa ancora arranca. Nel frattempo, l’ad Mariani guarda anche all’Ucraina, dove però attori come Rheinmetall sono già presenti da anni. Queste due direttrici, Turchia e Ucraina, rischiano di sovrapporsi oppure saranno parte di una strategia più ampia? I possibili scenari visti da Federico Borsari (Cepa)

Al salone londinese di Farnborough, i sistemi a pilotaggio remoto stanno rubando la scena persino ai grandi sistemi di sesta generazione. Dall’Ucraina al Golfo, la dronizzazione dei conflitti e delle tattiche si sta confermando come un fenomeno trasversale in tutto il mondo. Nel frattempo, e proprio dal palcoscenico di Farnborough, Leonardo e Baykar hanno ufficializzato l’avvio dei lavori della joint venture che produrrà le nuove varianti di Uas per le Forze armate, con piattaforme turche e sensori italiani. Intanto l’ad di Leonardo, Lorenzo Mariani, apre a collaborazioni anche con l’Ucraina, oggi riconosciuta come il Paese con più expertise nel settore. Ma mentre in Italia si valuta se e come farlo, altri attori sono presenti sul campo in Ucraina già da anni. C’è ancora margine per Leonardo e per l’Italia? L’intervista di Airpress a Federico Borsari, non-resident fellow presso il programma di Transatlantic defense and security del Center for european policy analysis (Cepa).