Il Gup del Tribunale di Enna Giuseppe Noto ha formalmente rimesso gli atti alla Corte d’Assise di Caltanissetta per l’udienza del 2 ottobre prossimo, per il giudizio sull’omicidio aggravato del sedicenne di Capizzi Giuseppe Di Dio. L’ordinanza del Gup, a conclusione della camera di consiglio, ha preso atto della modifica del capo d’imputazione formalizzata stamani all’udienza preliminare dalla Procura della Repubblica di Enna, che ha nuovamente contestato l’aggravante dei futili motivi nei confronti di Giacomo Frasconà Filaro, che esplose i colpi di pistola tra la folla di giovanissimi lo scorso primo novembre, del padre Antonino e del fratello minore Mario, accusati in concorso per averlo accompagnato sui luoghi.La nuova contestazione esclude dunque nei fatti la possibilità di accedere al rito abbreviato secco come richiesto dal legale difensore, avvocato Felice Lo Furno. Eventualità sulla quale nei giorni scorsi si era registrata una mobilitazione popolare della comunità di Capizzi che si era detta contraria all’ipotesi di eventuali sconti di pena. A sollecitare la riformulazione del capo d’imputazione stamani in udienza anche i difensori di parte civile della famiglia della vittima, avvocati Nino Grippaldi e Giovanni Palermo, l’avvocato Salvatore Timpanaro difensore di parte civile del Comune di Capizzi e l'avvocato Filippo Mazzara difensore di parte civile di un altro giovane ferito dai proiettili indirizzati nei confronti di un terzo ragazzo. Stamani di fronte al Tribunale di Enna sit in con familiari e amici di Giuseppe Di Dio.