La Procura della Repubblica di Enna ha modificato il capo d’imputazione per l’omicidio del 16enne di Capizzi Giuseppe Di Dio, tornando a contestare l’omicidio aggravato dai futili motivi nei confronti di Giacomo Frasconà Filaro, che esplose i colpi di pistola tra la folla di giovanissimi lo scorso 1° novembre, del padre Antonino e del fratello minore Mario, accusati in concorso per averlo accompagnato sui luoghi.La modifica del capo d’imputazione, formalizzata questa mattina nel corso dell’udienza preliminare di fronte al Gup del Tribunale di Enna Giuseppe Noto, sposterebbe dunque il processo davanti alla Corte d’Assise di Caltanissetta, di fronte alla quale era stata formulata l’originaria richiesta di rito immediato, escludendo nei fatti la possibilità di accedere al rito abbreviato secco come richiesto dal legale difensore, avvocato Felice Lo Furno. Eventualità sulla quale, lo ricordiamo, nei giorni scorsi si era registrata una mobilitazione popolare della comunità di Capizzi che si era detta contraria all’ipotesi di eventuali sconti di pena. Attesa la decisione del Gup che si è ritirato in camera di consiglio. A sollecitare la riformulazione del capo d’imputazione stamani in udienza anche i difensori di parte civile della famiglia della vittima, avvocati Nino Grippaldi e Giovanni Palermo, l’avvocato Salvatore Timpanaro difensore di parte civile del Comune di Capizzi e l'avvocato Filippo Mazzara difensore di parte civile di un altro giovane ferito dai proiettili indirizzati nei confronti di un terzo ragazzo. Stamani di fronte al Tribunale di Enna sit in con familiari e amici di Giuseppe Di Dio.