Nel periodo estivo, passioni e ossessioni non vanno in vacanza, anzi vengono in vacanza con noi. Ecco che anche l’arte contemporanea lascia le torride città per rifugiarsi al mare o in montagna. Nel weekend appena passato due esempi raccontano al meglio questa tendenza: “Arteparco” a Pescasseroli in Abruzzo e “Vulcana. Sublimation” sull’isola di Stromboli. Luoghi in cui l’arte contemporanea si arricchisce di significati legandosi a tematiche come lo sviluppo del territorio e la tutela ambientale, diventando così particolarmente attrattiva per le aziende che hanno abbondantemente supportato entrambe le iniziative.
Sulle montagne d’Abruzzo
Pescasseroli è a un paio d’ore di macchina da Roma, qui ricade la sede amministrativa del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, uno dei parchi naturalistici più antichi ed importanti d’Italia e ovviamente principale attrazione della zona. Nel 2018 nasce Arteparco per iniziativa di Paride Vitale: ogni anno un artista viene invitato a pensare ad un’opera installativa che diventi patrimonio permanente del Parco, sotto l’ombra delle montagne tra alberi e prati. Il primo artista è stato Marcantonio e poi negli anni, Sissi, Valerio Berruti, Matteo Fato e molti altri, quest’anno per la nona edizione il prescelto è stato Hilario Isola, con l’opera «Santa Rosalia», che diventa anche una riflessione sul rapporto tra l’individuo e il suo ecosistema. Un omaggio alla Rosalia Alpina un innocuo scarafaggio dalle sfumature blu che popola i faggi. L’insetto diventa una grande una scultura di bronzo aggrappata ad un albero, il suo colore cambierà nel tempo ossidandosi all’aria aperta rispecchiando le mutazioni continue di ogni paesaggio naturale. Le quotazioni dell’artista vanno dai 15.000 ai 50.000 euro, le sue gallerie di riferimento Guido Costa projects e Valentina Bonomo.










