Nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise l’arte contemporanea trova da otto anni un rifugio ideale. Grazie ad Arteparco, un progetto che, edizione dopo edizione, ha trasformato sentieri, radure, promontori di roccia in altrettante postazioni di un museo a cielo aperto, dimostrando come la creatività possa abitare - rispettosamente, senza colonizzare - anche i luoghi più incontaminati. L’ottava edizione, inaugurata a luglio, porta la firma di Velasco Vitali, artista lombardo dalla cifra poetica e plastica ben riconoscibile, con un’opera che è già un simbolo: Stasis. Una quercia trasformata in colonna, con in cima la scultura, fusa in alluminio, di un lupo appenninico, un custode solitario che veglia sulla foresta e sui suoi misteri.

"Making of di Stasis" di Velasco Vital (foto: Luca Parisse)

Collocata in una radura appartata, al termine di un sentiero del Parco, Stasis si fonde con l’ambiente in modo armonioso e inatteso, offrendo un esempio meditato di sintesi tra arte e natura. Quasi un pensiero incastonato nel paesaggio. Si tratta di un omaggio alla fauna del Parco, ma anche di una riflessione potente sull’equilibrio tra uomo e ambiente, tra apparente staticità e senso di una natura in continuo movimento. L’idea nasce dall’esperienza mistica degli stiliti, asceti che cercavano l’elevazione spirituale trascorrendo anni su alte colonne, quasi a cercare il contatto con il Cielo. Vitali ne riprende il senso profondo, ma lo trasforma: non più distacco, ma relazione con il mondo, con il paesaggio, con chi guarda e in qualche modo viene chiamato in causa.