La corsa all'intelligenza artificiale procede rapidamente. Sia da parte di chi sviluppa modelli e infrastrutture, sia da parte di chi la adotta. È un fenomeno che bene o male abbiamo visto con ogni nuova tecnologia dirompente. Questa volta, però, c'è un aspetto da non sottovalutare: a tutti gli effetti, nonostante gli enormi progressi, l'IA, in particolare quella agentica, non è ancora uno strumento perfetto, e lasciarla libera di agire può creare non pochi problemi, come del resto abbiamo visto di recente con il caso OpenAI/Hugging Face.
Un caso estremo, fortunatamente senza gravi conseguenze, ma che molto probabilmente è destinato a ripetersi: secondo la ricerca "Power without control: Rethinking cybersecurity for the age of agentic AI" di Economist Enterprise e supportata da Rubrik, infatti, le aziende stanno implementando agenti di IA troppo rapidamente, e non sono in grado né di controllarli né di ritornare ripristinare rapidamente i sistemi in caso di errori critici.
La paura di rimanere indietro spinge le aziende a correre troppi rischi
A quanto emerge dalla ricerca, il 98% delle imprese che hanno adottato l'IA agentica ha subito almeno un incidente significativo dovuto proprio a questa tecnologia. Nessuno, però, sembra interessato a rallentare.








