di
Antonio Infantino e Luigi Bracchitta*
Solo rendendo i medici di medicina generale dipendentisi può garantire il funzionamento e la loro integrazione nelle Case di Comunità con gli altri operatori
Caro direttore,
leggiamo con attenzione l'intervista all'Onorevole Letizia Moratti apparsa sul suo giornale il 20 luglio, nella quale viene rilanciata la proposta di legge Benigni. Questa prevede un impegno di 38 ore settimanali suddivise tra studio e strutture pubbliche, comprese le Case della comunità che arrivano a 20 ore di studio e 18 ore a disposizione delle aziende sanitarie per un medico di medicina generale con più di 1500 assistiti.






