Laureato in Lettere moderne (con una tesi riguardante Flann O'Brien), ama visceralmente il mare, l'Irlanda e la poesia di Rainer Maria Rilke. Non riesce a scri…

Ad ascoltare Renato Vitali, nato settantacinque anni fa a Pizzino (frazione di Taleggio), nella contrada del Fraggio, si rimane incantati dalla vivace agilità con la quale padroneggia parole, numeri e date, sintomo di una lucidità caratteriale che ha a che fare con la limpidezza dei cieli di montagna sotto ai quali è cresciuto. Lui, che da tempo del Fraggio è custode discreto, celebrerà il cinquantesimo di matrimonio proprio alla festa dell’antico borgo, che si svolgerà lunedì 10 agosto e che sarà inaugurata dalla messa delle 12 presso l’oratorio di San Lorenzo a cui farà seguito il pranzo, aperto a tutti. «Il Fraggio è la mia casa – racconta Renato –, qui sono nato il 3 febbraio del 1951. Ero il tredicesimo di quattordici figli: all’epoca, infatti, la tv non c’era ancora (ride, ndr). Da bravo bergamino, in autunno scendevo in pianura, nel milanese, per la transumanza. Nel capoluogo lombardo, ho frequentato la scuola. Verso aprile, invece, risalivo in Val Taleggio. Diventato adulto, per motivi di lavoro ho vissuto nel lodigiano, ma il mio legame con Pizzino mai è venuto meno: ci sono sempre ritornato per almeno dieci giorni al mese». Da quando, nel 2011, è andato in pensione, «il Renato del Fraggio» (così, in Valle, da tutti è conosciuto) ha pensato di prendersi cura in maniera costante di quei luoghi che, al suo cuore, sono cuciti attraverso il filo del ricordo.