“A Rai 2 venivamo da una tradizione di ascolti bassi il giovedì sera. In pochi mesi abbiamo portato gli ascolti al 7,5%, quest’anno abbiamo salutato il pubblico al 10%“, Milo Infante ricorda al settimanale “Chi” i risultati ottenuti da Ore 14. Il suo sbarco a Mediaset dipende, dunque, da questi numeri record o dalla sua decisione di salutare il servizio pubblico? “Visto che sono stato trascinato in varie polemiche, per una volta non voglio essere io a parlare, ma vi invito a leggere gli articoli che sono stati scritti per anni su di me, nei quali veniva detto che Ore 14 era un programma penalizzato nonostante i risultati. Ho presentato alla Rai, anche nei mesi scorsi, tutta una serie di richieste, proposte e idee di sviluppo di programmi che non sono state prese in considerazione“, spiega il giornalista.
In autunno sarà il nuovo volto di Rete 4 con un doppio impegno al martedì sera e tutti giorni dalle 11 alle 13 con una striscia quotidiana: “Sulla mia strada, a un certo punto, ho incontrato un’azienda, nelle persone di Mauro Crippa (direttore generale informazione e comunicazione Mediaset, ndr) e Andrea Delogu (vicedirettore generale informazione Mediaset, ndr), che mi hanno prospettato un percorso di crescita, la possibilità di sperimentare, di osare, di rischiare. Per la prima volta, dopo anni, mi hanno fatto sentire parte di una famiglia, laddove la famiglia è un gruppo editoriale che dice: ci interessa la tua narrazione, ci interessa il tuo modo di raccontare”.







