Hanno rimediato una condanna in abbreviato e in primo grado, entrambi a 4 anni e 8 mesi di carcere, un 37enne e di una 36enne ritenuti colpevoli in concorso di lesioni aggravate e di rapina. Avrebbero picchiato con calci e pugni una donna (oltre a loro c'era anche un’altra donna trovata in possesso di un tirapugni e che ha scelto di essere giudicata con rito ordinario), procurandole lesioni permanenti: trauma cranico e facciale con frattura delle ossa nasali, la frattura di due denti, una prognosi di 45 giorni e indebolimento permanente della masticazione. Avrebbero poi sottratto il telefonino della vittima del pestaggio dalla tasca dei pantaloni. Avevano poi delle altre contestazioni per le quali sono stati condannati.All’imputata 36enne, (difesa dagli avvocati Salvatore Citrella e Rosario Cognata) era contestata la detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e il favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Secondo le indagini, la 36enne avrebbe procurato clienti a una prostituta attraverso un sito di appuntamenti, incassando personalmente il «corrispettivo». L’uomo, all’atto del controllo, aveva all’interno dello zaino un’ascia, un tirapugni e due coltelli a serramanico. Si sarebbe ribellato agli agenti cercando di colpire un carabiniere per evitare il controllo stesso; a lui erano contestati il porto d’arma ingiustificato e la resistenza a pubblico ufficiale. Condannati in abbreviato entrambi, a 4 anni e 8 mesi oltre al pagamento di una multa di 2.400 euro, dovranno risarcire la vittima, che si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Giuseppe Battaglia, per i danni cagionati (importo da determinarsi in altra sede) e rifondere alla donna le spese legali sostenute.