HomeReggio EmiliaCronacaSfregiarono un uomo: condannati. Doppio processo per uno dei fratelliFerì alla testa un passeggero senegalese con un cutter: pena di 3 anni e 8 mesi per un 27enne dominicano. Lo stesso imputato in aula per il pestaggio in via Adua. Chiesta giustizia riparativa, la vittima: "Non ancora".Ferì alla testa un passeggero senegalese con un cutter: pena di 3 anni e 8 mesi per un 27enne dominicano. Lo stesso imputato in aula per il pestaggio in via Adua. Chiesta giustizia riparativa, la vittima: "Non ancora".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciDue fratelli sono stati condannati per una violenta aggressione con un cutter su un autobus ai danni di un senegalese allora 45enne. Si tratta di due reggiani di origine dominicana, entrambi riconosciuti responsabili in concorso del reato di lesioni permanenti che hanno comportato uno sfregio al volto, con l’attenuante del fatto lieve. Il collegio dei giudici presieduto da Cristina Beretti, a latere Giovanni Ghini e Greta Iori, ha deciso 3 anni e 8 mesi per il 27enne Wander Alberto Asencio Portorreal, la stessa pena chiesta dal pm Stefano Finocchiaro. Condanna di 3 anni e 6 mesi emessa per il fratello 26enne Wilmer Alberto, in questo caso più alta di quella domandata dal pm stesso (2 anni e 8 mesi). Quest’ultimo risulta anche imputato nel processo in abbreviato, insieme a un altro, per il pestaggio in via Adua del 16 settembre 2025 a due cittadini, per il quale ieri è proseguita l’udienza preliminare. Secondo l’imputazione, Wander avrebbe sferrato un fendente al volto dell’uomo, mentre Wilmer gli avrebbe dato un pugno. Il senegalese riportò una ferita da cui derivò una lunga cicatrice dal sopracciglio fino alla parte posteriore della testa. Wander doveva anche rispondere del porto ingiustificato della lama.
Sfregiarono un uomo: condannati. Doppio processo per uno dei fratelli
Ferì alla testa un passeggero senegalese con un cutter: pena di 3 anni e 8 mesi per un 27enne dominicano. Lo stesso imputato in aula per il pestaggio in via Adua. Chiesta giustizia riparativa, la vittima: "Non ancora".







