Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIn Italia le catene di ristoranti si stanno «mangiando», a poco a poco, gli operatori indipendenti. Un fenomeno, quello della cosiddetta chainization, che nella Penisola avanza a ritmi superiori rispetto alla media mondiale.

È una delle principali evidenze della settima edizione del Deloitte Foodservice Market Monitor, secondo cui il mercato italiano della ristorazione e dei consumi alimentari fuori casa vale 84 miliardi di euro nel 2025 e si colloca al sesto posto nel ranking mondiale. I full service restaurant rappresentano il 50% del valore totale

Divario di crescita tra catene e operatori indipendenti

Una caratteristica tutta tricolore è il divario di crescita tra catene e operatori indipendenti, che in Italia risulta essere il più elevato tra tutte le aree geografiche analizzate: +7,2% per le catene contro +0,6% per gli operatori indipendenti nel periodo 2019-2025. Le catene quick service restaurant, in particolare, crescono al +10,5%, quasi il doppio della media globale (+6,1%), guadagnando il 6,2% della quota di mercato.

«È questo il segnale più chiaro di un fenomeno che il settore definisce chainization, ovvero il processo attraverso il quale i format organizzati e scalabili sostituiscono progressivamente la ristorazione indipendente, contribuendo a consolidare un settore storicamente frammentato e dominato da operatori indipendenti. Un fenomeno che in Italia sta avanzando a un ritmo superiore rispetto alle principali aree geografiche mondiali», ha commenta Tommaso Nastasi, strategy and value creation leader di Deloitte.