Niente burqa a scuola. Il divieto di indossare indumenti che coprono integralmente il volto, come appunto il burqa o il niqab, nelle scuole o, più in generale, nei luoghi pubblici, è già previsto in diversi Paesi europei, come Francia, Belgio e Paesi Bassi. In Italia una norma specifica non esiste, ma potrebbe arrivare presto.
È quanto lascia intendere la risoluzione approvata dalla Commissione Cultura della Camera. Il testo, a prima firma di Giovanna Miele (Lega) e sottoscritto da altri parlamentari della maggioranza, è destinato a rappresentare il primo passo di una divieto legislativo.
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La risoluzione impegna il Governo «ad adottare iniziative, anche di carattere normativo, volte a consentire l'accesso degli studenti alle istituzioni scolastiche nel pieno rispetto dei principi costituzionali e delle norme vigenti in materia di tutela della sicurezza, che prevedono il divieto dell'uso di indumenti inidonei a consentire il riconoscimento». Non solo. L'esecutivo viene anche impegnato a proseguire, nel rispetto dell'autonomia scolastica e della libertà di insegnamento, «nelle azioni già intraprese al fine di evitare che iniziative che coinvolgono gli studenti divengano occasione di propaganda di ideologie in contrasto con l'ordinamento della Repubblica italiana, assicurando che tali iniziative rispondano a criteri di oggettività e trasparenza». Secondo i sottoscrittori, «la libertà di insegnamento costituisce un principio fondamentale dell'ordinamento, ma deve essere esercitata nel rispetto della Costituzione, delle leggi dello Stato, dei diritti fondamentali della persona e delle finalità proprie del sistema nazionale di istruzione e non può essere invocata per giustificare forme di propaganda o di indottrinamento». A Vannacci, che ha fatto della lotta contro quella che definisce l'islamizzazione uno dei temi centrali della sua azione politica, il Governo risponde promuovendo iniziative volte a contrastare la marginalità sociale e il separatismo religioso, fenomeni che, secondo la risoluzione, possono ostacolare lo sviluppo dei giovani studenti stranieri che frequentano le scuole, in particolare le ragazze.






