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«Tutti gli incendi più piccoli sono stati domati, i fronti più gravi e problematici restano quelli di Santo Stefano Quisquina, Cammarata e Monreale». Lo dichiara il capo della Protezione Civile siciliana, Salvatore Cocina. «L'apice degli eventi e la giornata più grave è stata quella di ieri (22 luglio), con trecentocinquanta eventi incendiari di cui dieci maggiori per i quali è stato necessario l'intervento aereo. Ieri pomeriggio da Roma sono arrivati altri quattro canadair, per un totale di sei che hanno operato durante la notte insieme a quattro elicotteri. C'è stato di fatto il raddoppio della flotta statale a disposizione, nonostante l’avaria di un mezzo aereo nel corso degli interventi. Ormai non è più solo un problema di prevenzione e lotta agli incendi - sottolinea Cocina - bensì di ordine pubblico. Questo per colpa dei piromani che stanno attentando all’ambiente e alle vite umane, come dimostra purtroppo la morte del vigile del fuoco, Alessandro Marchi». Questa dinamica è grave e ci fa rabbia, per questo credo che in queste giornate da codice rosso - ha rimarcato - si debba procedere effettuando presidi con forze dell’ordine ed esercito. Il numero di incendi ha superato la capacità di risposta del nostro sistema, ma se ciò è avvenuto è anche perché vi è un accanimento da parte dei piromani che rendono il fenomeno fuori controllo".