Roberto Pella stava scalando il ciclismo italiano ma è caduto. La Lega Ciclismo professionistico, da lui presieduta, è stata commissariata dalla Federazione e adesso il parlamentare di Forza Italia si ritrova senza poltrona. Formalmente, Pella viene commissariato per “le ripetute e gravi violazioni delle norme federali e della convenzione sottoscritta in data 13.8.2024”. Il comunicato della FederCiclismo fa riferimento in particolare a una strana storia di diritti tv di alcune gare, tra cui il campionato italiano femminile, che Pella, un po’ come Totò con la Fontana di Trevi, si sarebbe venduto pur non avendone la proprietà, in capo appunto alla Federazione.

Per questo era stato sospeso circa un mese fa, e, dopo che la Lega non ha collaborato all’ispezione sui bilanci, il consiglio federale ha deciso di rompere gli indugi, passando proprio al commissariamento. È già stato nominato anche il reggente: Mauro Capone, 63 anni, Generale di Brigata in riserva dell’Arma dei Carabinieri, che garantirà la prosecuzione delle attività, tra cui anche le 12 gare rimaste del trofeo delle regioni lanciato da Pella. Lui ovviamente non ci sta: la Lega ha già fatto sapere di ritenere “ingiustificata, illegittima e al di là delle proprie competenze la scelta della federazione, tanto nel merito quanto nei tempi”, annunciando ricorso. La prima richiesta di sospensiva intanto è stata respinta.