Massimo Lucioli in "Liberators!" racconta le violenze e le violazioni al diritto di guerra compiute dalle truppe d’occupazione durante la campagna d’Italia dal 1943 al 1947. Furono occultate per scelta politica

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C'è soltanto da essere grati del fatto che i regimi fascista e nazista siano stati abbattuti dagli Alleati con la Seconda guerra mondiale. Però la Storia non deve essere mai edulcorata o trasformata in un santino apologetico. L'enorme sforzo militare compiuto in Italia dagli Alleati, caratterizzato da un altissimo prezzo di sangue, è stato anche caratterizzato da un altissimo livello di violenza e di sofferenza inflitto ai civili italiani. È il lato oscuro di un processo che ci ha portato verso la democrazia, ma ad un prezzo molto alto. Un lato che è stato a lungo ignorato anche per motivi di geopolitica, dopo la guerra per la nuova Italia repubblicana, finanziata con il piano Marshall e non solo, era complesso porsi in modo critico verso i liberatori, a partire dagli Stati Uniti.Sono stati ben pochi gli sforzi per raccontare la sofferenza della popolazione, tra quelli artistici spiccaLa Ciociara di Alberto Moravia trasformato poi in film da Vittorio De Sica. Più recentemente ci sono stati lavori come il reportage vergato dalla giornalista francese, di origine italiana, Eliane Patriarca che ha visitato, parlando con testimoni e storici locali, i luoghi in cui avvennero le così dette "marocchinate": La colpa dei vincitori. Viaggio nei crimini dell'esercito di liberazione (Piemme 2018). Ora per i tipi di Italia Storica arriva in libreria a firma di Massimo Lucioli Liberators! (pagg. 334, euro 35). Molto eloquente il sottotitolo: "La liberazione tradita. I crimini di guerra e contro l'umanità degli alleati verso la popolazione italiana, 1943 -1947".Ovviamente non si tratta in nessun modo di un'operazione volta a sminuire il peso e le colpe del fascismo. Piuttosto a valutare realisticamente il peso e gli effetti di una campagna militare che impattò pesantissimamente sulla popolazione della penisola e di cui a lungo si è taciuto. Il volume, che ha anche un notevolissimo apparato fotografico parte dai dati raccolti dalle autorità italiane del Regno del Sud che sono di per se stessi molto indicativi. Si stima che, in totale, oltre 23mila italiani subirono incidenti, violenze fisiche e morali, aggressioni, omicidi e stupri causati dalle truppe d'occupazione. A partire dai soldati americani, raccolsero i dati divisi per soldati bianchi e di colore. "I soldati americani bianchi causarono 113 omicidi, 379 ferimenti e oltre 500 episodi di violenza e risse, oltre a più di 1.100 incidenti automobilistici con feriti e 17 violenze carnali consumate. Anche i soldati americani di colore furono responsabili di decine di omicidi e aggressioni, con 18 violenze sessuali consumate e 27 tentate. Le truppe britanniche registrarono numeri simili".Nel caso delle truppe francesi invece il numero di crimini contro i civili è nettamente spostato verso le truppe coloniali, riconfermando in pieno la narrazione delle marocchinate: "I soldati francesi di colore furono responsabili di 125 omicidi, migliaia di furti e risse, e ben 1935 violenze sessuali consumate".Dati che Lucioli integra con il vero cuore della ricerca ovvero la documentazione primaria archivistica, soprattutto quella reperita nell'Archivio dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito di Roma e nell'Archivio centrale dello Stato.