Il viaggio in Nepal, il tour nei campi di periferia e la filosofia dei Tamango, collettivo torinese diventato cult: “La musica è per sempre, non crediamo nella fretta”
I Tamango (una parte)
Da qualche tempo il nome dei Tamango circola sempre più frequentemente. Al punto che anche il prossimo direttore artistico del Festival di Sanremo Stefano De Martino li ha taggati in una storia (ma dopo aver già chiuso questa intervista). Il collettivo torinese è uno dei progetti più interessanti del panorama musicale italiano: totalmente fai da te, il collettivo riunisce una trentina di persone nella struttura stabile e arriva a coinvolgerne circa ottanta durante i tour, dove fanno tutto: oltre alla musica anche il bar, le scenografia, i tecnici etc, perché esternalizzare non ha senso, meglio imparare a fare ciò che non si conosce. Abbiamo chiesto a uno dei protagonisti, Manfredi Maida (fratello di uno dei fondatori, Marcello, insieme a Federico Anello e Alberto Tirelli), di raccontarci da dove nasce Tamango, dell'album "t'amango", come lavorano lontano dalla logica industriale del singolo prodotto in serie, di un viaggio in Nepal per recuperare il loro nome su Instagram e del tour negli stadi di periferia, prendendo in giro il gigantismo musicale dei live.






