<p>Di merito nella pubblica amministrazione si fatica a parlare con <strong>sistemi di valutazione appiattiti verso l'alto</strong>, premialità indistinta e sistemi di crescita che prescindono da come una persona ha operato.

La legge 119 del 2 luglio scorso prova a invertire la rotta, ma tra la norma e il risultato c'è di mezzo l'attuazione.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <h2><strong>Le novità</strong></h2> <p>Dal 19 luglio operano da subito: il <strong>tetto del 30% per le valutazioni apicali</strong>, entro il quale solo il 20% può essere qualificato come «eccellenza»; la stretta corrispondenza percentuale tra punteggio della valutazione e retribuzione legata alla performance, con le economie sulla retribuzione di risultato dei dirigenti destinate al <strong>personale non dirigenziale</strong>; il nuovo <strong>assetto dei controlli</strong>, con il parere degli Organismi Indipendenti di Valutazione (Oiv) sul sistema di misurazione che diventa non vincolante; la misurazione delle performance delle strutture trasformata in proposta; il <strong>giudizio sui dirigenti di vertice </strong>attribuito all'organo di indirizzo politico.<br> Altre novità invece hanno bisogno di tempo: la valutazione delle «caratteristiche trasversali» e la valutazione collegiale tra dirigenti attendono un regolamento ministeriale previsto entro novanta giorni; l'ingresso di altri soggetti interni ed esterni nei processi di valutazione avverrà in modo graduale, secondo apposite linee guida; la riforma organica degli Oiv è rinviata a una delega.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <h2><strong>L'attuazione negli enti</strong></h2> <p>La legge non contiene una <strong>disciplina transitoria</strong> e il ciclo di valutazione 2026 è in corso.