È stato riconosciuto responsabile di maltrattamenti alla moglie, con l’aggravante di averle commesse anche davanti alla figlia minore, ed è stato condannato a 3 anni con le attenuanti generiche. È la sentenza emessa ieri dal collegio dei giudici presieduto da Cristina Beretti, a latere Giovanni Ghini e Greta iori, per un 50enne residente a Brescello, accusato di presunte vessazioni durate dal 2020 al 2024. Avrebbe minacciato la moglie di spaccarle il cranio, prendendola a pugni e schiaffi, anche davanti alla figlia minore; la controllava chiamandola ripetutamente, per minacciarla nel caso si fosse trasferita altrove: "Se ti permetti di uscire questa sera troverai la porta chiusa. Questa è la giornata che mi faccio 30 anni di galera". In un caso, dopo avere saputo della volontà della donna di chiudere la convivenza, le avrebbe detto: "Va bene, questa famiglia come l’ho creata la distruggo". Poi, l’8 settembre 2024, inviò a un’altra figlia un messaggio inquietante: "Io vi faccio diventare orfane di entrambi i genitori".
L’imputato è ora sottoposto al divieto di avvicinamento con braccialetto elettronico. Il pubblico ministero Maria Rita Pantani ha chiesto 4 anni e 6 mesi senza generiche. La donna si è costituita parte civile attraverso l’avvocato Christian Frisella: lei e la figlia minore hanno ottenuto 5mila euro di provvisionale ciascuna. L’avvocato difensore Maurizio Attolini ieri ha domandato la derubricazione in minacce, non ritenendo provati i maltrattamenti: a suo dire mancano certificati medici, e si sarebbero avvenuti solo due singoli episodi isolati e lievi. Un anno fa l’imputato si era discolpato in aula, dicendo di avere scoperto un tradimento e di averla minacciata ma senza alzare le mani. "Leggeremo le motivazioni - preannuncia il difensore - e poi impugneremo in Appello".







