di Giovanni Sallustigiovedì 23 luglio 20263' di letturaGuardate questa fotografia in pagina, perché è l’istantanea della contemporaneità, di questa contemporaneità pazzotica, nullista, sorta oltre i rottami dell’ideologia eppure ultra-ideologica, che ha nella Bologna distopica di Lepore-Schlein un compendio privo di fronzoli. Sono gli scontri dell’altra sera nel capoluogo emiliano-romagnolo, ammesso si possa ridurre terminologicamente a “scontri” la guerriglia urbana indiscriminata, con oltre settanta agenti della Polizia di Stato feriti. Ma questa è ancora cronaca, sebbene cupa più che nera.La foto, invece, è il simbolo, come da etimo greco, il “contrassegno” che “mette insieme” qualcosa. È, alla radice, il contrassegno della santa alleanza che ha riscritto completamente i canoni di quella che eravamo abituati a chiamare “sinistra” politica. È il vero campo largo, di cui quello strettamente politico-parlamentare non è che un addentellato, un tentativo di rincorsa. È la saldatura tra due creature, che diventano un’agenda di trasformazione della realtà (italiana, europea, occidentale).Fakir, Scotto oltre ogni limite: "Un omicidio, il Viminale spieghi"Non che avessimo dubbi sulla presa di posizione netta della sinistra, più o meno estrema, contro la polizia, del ...L’ANTAGONISMO DI RITORNO