"Abbiamo chiamato una piazza che non avremmo voluto chiamare. Saremmo voluti essere altrove, non in una piazza a manifestare per chi ha perso la vita per mano dello stato". E’ questo il grido sollevatosi da piazza Buonamici dal "presidio contro la repressione" organizzato dal Comitato 25 Aprile.

Una sessantina i partecipanti all’iniziativa che si è svolta pacificamente - a due passi dalla Prefettura di via Cairoli -, compresi gli aderenti al Sudd Cobas, ai militanti del Pci, Potere al Popolo, Movimento Antifascista e anche Gkn Firenze. Un unico coro da piazza Buonamici, "Giustizia per Fakir", in segno di protesta dopo la morte di morte di Abderrahim Fakir durante un controllo di polizia a Bologna.

"Quanto successo a Fakir testimonia l’impunità con la quale le forze dell’ordine agiscono nel nostro paese, ricalcando le pratiche militari e violente dell’Ice negli Stati Uniti - l’accusa rivolta alle istituzioni. Succede 25 anni dopo Carlo Giuliani a Genova e un mese dopo l’entrata in vigore del nuovo patto europeo sulla migrazione e l’asilo, il dispositivo più razzista e fascista della storia europea contemporanea. Succede quando è in vigore l’articolo 45 bis, lo scudo penale dei Decreti sicurezza. Non possiamo restare in silenzio. Che non sia un altro caso Cucchi, Aldrovandi".