Milano – La cornice è quella del teatro canzone. Vecchia scuola. Anche se questa volta siamo un pizzico più vicini alla canzone che al teatro. Jacopo Fo indaga infatti la produzione musicale del padre. Repertorio ampio. Ma non così conosciuto. Impreziosito dalle collaborazioni con Strehler, Jannacci, Fiorenzo Carpi.

Da scoprire allora il suo “Jacopo Fo racconta le canzoni di Dario Fo“, solo domani all’Arena de Il Martinitt (alle 21.30, in via Pilitteri). Aneddoti di vita e di famiglia. Con il Collettivo De Cristoforis a interpretare invece l’anima canterina del Premio Nobel.

Jacopo, che musicista era suo padre?

“Cantava già da ragazzo nel Coro Vescovile di Varese dopo essere stato in quello di Luino. Conosceva davvero i Canti Gregoriani quando li interpretava nel Mistero Buffo. Si esibiva poi in questi locali dove scrittori, pittori, architetti si riunivano dopo il teatro. Erano gli anni Cinquanta e Sessanta, c’era l’abitudine di cantare insieme a fine serata. È lì che sviluppa il grammelot”.

In che senso?