Appassionata, viva, una festa di frammenti di vita, ricordi personali, video, canzoni e musica ha dato il via al Teatro Sistina di Roma al centenario della nascita di Dario Fo nel giorno del suo compleanno, il 24 marzo.
La serata evento, condotta dalle nipoti Mattea e Jaele Fo, si è aperta dedicando un lungo applauso a Gino Paoli nel giorno della sua morte. Artisti e amici del Premio Nobel, uno dei più grandi protagonisti del teatro, della letteratura e dell'impegno civile del Novecento, si sono alternati sul palco portando un omaggio ognuno a modo suo, dando vita a uno spettacolo corale di tre ore. Dopo Carlo Petrini, che ha conosciuto Dario "unico vere erede di Moliere", a 17 anni, "un'amicizia durata 50 anni", è salita sul palco Paola Cortellesi che in una performance teatrale ha raccontato "quei mesi incredibili" della sua vita in cui accanto a Fo ha "potuto apprendere molte cose fondamentali".
Tra queste "il pericolo di prendersi sul serio, il valore degli errori, la potenza della curiosità e con essa il metodo per diventare giovani". "Sono venuta a portare il mio ricordo di Dario, maestro e amico e a fare il mio inchino a lui e a tutti coloro che con coraggio continueranno a scegliere di essere giullari per dileggiare il potere e restituire dignità agli oppressi, per imparare come si diventa giovani". "Le rare volte in cui prego è a lui che mi rivolgo" ha aggiunto l'attrice, la regista del super premiato 'C'è ancora domani' ricordando quell'incontro con Fo, nel 2015, per lo spettacolo teatrale Callas, che verrà riproposto il 30 marzo in prima serata su La7, la telefonata di Gianmarco Mazzi che le annunciava che Fo aveva pensato a lei per quella messa in scena. Il clima "inimmaginabile e irripetibile" degli anni, della Milano ribelle, della Palazzina Liberty, lo hanno fatto rivivere per un momento le parole di Moni Ovadia. "Non avrei fatto in teatro quello che ho fatto se non avessi conosciuto Dario Fo. Mistero Buffo ha cambiato il mio modo di vedere il mondo. Dario è stato il maestro di tutti noi . Ci chiamavamo compagni, una parola che è stata sepolta da coloro che hanno venduto le chiappe e l'anima per avere potere. Dario non si potrà mai ringraziare abbastanza.















