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Alessandro Fulloni

Il video agli atti. I sindacati: «In molti se la pagano di tasca loro»

DAL NOSTRO INVIATO FULLONI - «Perché quando sono in servizio porto sempre la bodycam acquistata da me? Per cautela. E per trasparenza... Ma non sono il solo. Sono tanti i colleghi a regolarsi così». A raccontarlo all’avvocato che lo assiste, Gabriele Bordoni, è il 23enne autista della «volante» inviata domenica al Pilastro dalla sala operativa del 112. Va un po’ immaginato, il momento in cui il poliziotto decide di azionare la telecamerina personale agganciata sul petto del gilet tattico. Anche perché siamo davanti a una modalità operativa assai estesa tra i reparti. In attesa della consegna da parte del Viminale, che già ne ha sperimentato l’uso, sono sempre di più gli agenti che acquistano le telecamerine — dal costo medio di circa 400 euro — riprendendo i loro interventi per tutelarsi davanti a possibili contestazioni.

Ma torniamo al filmato, immediatamente consegnato dallo stesso poliziotto alla Procura di Bologna che conduce l’indagine sulla morte di Abderrahim Fakir ipotizzando l’omicidio colposo. L’orario in cui l’autista pigia il grosso pulsante posto sul fronte dell’«occhio elettronico» è collocabile attorno alle 12 e 40. Sin lì, l’equipaggio del commissariato Bolognina ha attuato un contenimento solo verbale delle intemperanze da parte di Fakir, non parso pericoloso urlando «aiuto» in pieno delirio psicotico. Ma a un tratto il 42enne marocchino se la prende con due persone scese da un’auto da parcheggiare nella fila di box lungo il cortile in via Svevo.