“Ancora sperano che quel corpo martoriato non sia quello del fratello“, lo riferisce a Repubblica Annalisa Califano, l’avvocata che rappresenta Ida e Francesca Esposito, sorelle di Luigi “Luca” Esposito. Va detto, in effetti, che il corpo del giornalista ucciso a Eboli e ritrovato carbonizzato il 19 luglio è risultato irriconoscibile.

La speranza delle sorelle di Luigi Esposito

Il giallo del "vero lavoro"

L'omicidio nelle campagne di Eboli

La speranza delle sorelle di Luigi EspositoRepubblica ha raccolto le dichiarazioni di Annalisa Califano, l’avvocata che assiste Ida e Francesca Esposito, sorelle di Luigi. La legale riferisce che le sue assistite “sono sotto shock” per quanto accaduto.Eppure “anche dinanzi all’evidenza” le congiunte della vittima “ancora sperano che quel corpo martoriato non sia quello del fratello”, il che “sarebbe un miracolo“.ANSAContrada Bivio Cioffi (Eboli, Salerno). Il punto in cui è stato rinvenuto il cadavere carbonizzato di Luigi EspositoEppure “è naturale che, con il passare delle ore, la speranza vada ad affievolirsi”. Ma nella vita del giornalista ucciso in Contrada Bivio Cioffi, a Eboli, aleggiano delle ombre.Durante la prima metà della giornata, infatti, il 53enne diceva di occuparsi del suo “vero lavoro” e per questo chiedeva di non essere disturbato al telefono. Le sorelle “sapevano che Luigi, perché per la famiglia era Luigi, si occupava di giornalismo sportivo, altro a loro non risulta“, specifica Califano.Il giallo del “vero lavoro”Esposito, infatti, raccontava di lavorare per conto dell’Arpac, l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, ma l’ente ha smentito di aver rapporti di lavoro con la vittima. Una smentita è arrivata anche dalla Regione, così come dall’Ordine dei Biologi.