È sicuramente di Luigi "Luca" Esposito il cadavere carbonizzato ritrovato domenica 19 luglio nelle campagne di Eboli? Le sorelle del giornalista sportivo, molto conosciuto per i suoi interventi nelle trasmissioni televisive dedicate alle squadre di calcio campane, continuano a sperare di che non sia così.
E stamattina una delle due donne è stata convocata dalla polizia giudiziaria per il prelievo di campioni biologici da cui estrarre il profilo di Dna, che poi sarà comparato con quello estraibile dal cadavere.
Questo proprio allo scopo di ottenere una certa identificazione della vittima del reato, come spiega l'avvocata Annalisa Califano, che assiste la famiglia Esposito. Intanto vanno avanti le indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla Procura di Salerno diretta da Raffaele Cantone.
Al momento la pista principale rimane quella privata. Quasi certamente Esposito conosceva il suo assassino. La vittima è stata picchiata violentemente e forse soffocata. Il medico dovrà chiarire se il corpo sia stato dato alle fiamme quando era già privo di vita oppure mentre era ancora agonizzante.
Si cerca il cellulare di Esposito e sono stati disposti anche accertamenti bancari allo scopo di ricostruire l'altro versante dell'inchiesta, quello che prende in esame il lavoro "fantasma" di Esposito. Il giornalista sosteneva di effettuare controlli in aziende agricole e bufaline per conto dell'Arpac, ma l'agenzia ambientale campana ha smentito.










