A che punto è il nucleare oggi in Italia e quali benefici potremmo trarre da un suo impiego: di questo e di molto altro si è parlato a Roma nella terza tappa del tour “Da Fermi al futuro” organizzata da Open
Si è tenuta oggi, 22 luglio, nella cornice dell’Ara Pacis a Roma, la terza tappa di “Da Fermi al futuro”, il tour di incontri in giro per l’Italia organizzato da Open con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito la discussione e l’informazione sul tema del nucleare. Tanti ospiti per parlare dei vantaggi e delle prospettive dell’introduzione del nucleare in Italia, sempre più vicino dopo il sì alla Camera dei giorni scorsi alla legge delega Pichetto.
Nucleare: la soluzione che dà continuità e programmabilità energetica
La sequenza di interventi è stata aperta dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, da poco reduce dal successo in Commissione Ambiente al Senato della legge delega che porta il suo nome. «Ci sono molte probabilità che la legge delega possa essere approvata definitivamente prima della pausa estiva» conferma il ministro al direttore di Open Franco Bechis, riferendo anche la determinazione del Presidente del Consiglio nel portare avanti la battaglia per il nucleare. Poi «comincia il bello, la parte operativa», racconta, con i decreti attuativi che seguiranno al voto in Senato. Il tutto alla luce di una certezza: l’Italia ha bisogno di un’energia che «dà continuità ed è programmabile»: la soluzione è il nucleare, dice. L’obiettivo, quello di arrivare a produrre autonomamente quei 50 Twh di energia che importiamo ogni giorno da Francia e Germania, in una transizione verso la decarbonizzazione in cui l’energia termoelettrica fungerà da ponte.







