In un Paese che importa oltre il 70% dell’energia che consuma, mentre l’Unione europea accelera verso la neutralità climatica al 2050, il nucleare di nuova generazione torna al centro del dibattito come possibile leva per rafforzare la competitività del sistema produttivo. Se ne è discusso al convegno «Energie e territori: il nucleare nel nuovo mix energetico italiano», promosso a Napoli da FareAmbiente con Sogin, Nucleare e Ambiente e Nuclitalia all’Unione Industriali partenopea. Al centro del confronto, il contributo che un mix energetico integrato potrebbe offrire alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla riduzione della dipendenza dall'estero e al contenimento dei costi dell’energia per imprese e famiglie. «Il vero ostacolo al ritorno del nucleare in Italia è culturale: servono informazione, dialogo e un mix energetico che affianchi le rinnovabili al nucleare di nuova generazione per ridurre la dipendenza dall’estero e abbassare il costo dell'energia», ha affermato il presidente nazionale di FareAmbiente, Vincenzo Pepe.
Investimenti e lavoro L'attenzione si è concentrata anche sulle ricadute industriali della transizione energetica. «Il nucleare è un'opportunità per occupazione e sviluppo industriale, soprattutto nel Mezzogiorno. L'Italia è già il secondo polo mondiale nella filiera delle forniture per il settore, ma il percorso resta frenato da burocrazia, politica e resistenze territoriali».Sapone per le mani dal migliore al peggiore, ecco la classifica di Altroconsumo, sorprese low cost«I decreti del Governo e la futura autorità di controllo sono considerati il primo passo verso il rilancio del comparto», ha sottolineato il presidente dell'Unione Industriali Napoli, Vittorio Genna. Il confronto ha dedicato due sessioni proprio alla filiera industriale e alle competenze, coinvolgendo imprese, università e associazioni di categoria per valutare le prospettive di crescita di un comparto ad alto contenuto tecnologico. Il nodo culturale Per la senatrice Maria Stella Gelmini il ritardo italiano è legato soprattutto a un deficit informativo. «Le tecnologie di nuova generazione non possono essere giudicate con i parametri del passato né associate ai rischi di Chernobyl. Il governo, con il ministro Gilberto Pichetto Fratin, ha avuto il merito di reinserire il nucleare nel dibattito sul mix energetico nazionale, avviando un percorso indispensabile per rafforzare la competitività del Paese e ridurre la dipendenza energetica dall’estero». Un approccio condiviso dal vicepresidente nazionale di FareAmbiente Francesco Della Corte: «L'obiettivo dell'evento è promuovere un confronto sul nucleare basato su evidenze scientifiche, riunendo istituzioni, imprese, ricerca e cittadini. Solo attraverso un dialogo fondato su dati e competenze sarà possibile valutarne il ruolo nel mix energetico italiano».






