Dopo l'ingresso in Consiglio regionale della Lombardia, qualche mese fa, Roberto Vannacci rafforza la propria presenza anche a Palazzo Marino. Futuro Nazionale si prepara infatti a sbarcare nel Consiglio comunale di Milano con l'adesione di Luca Bernardo, capogruppo di Forza Italia ed ex candidato sindaco del centrodestra alle elezioni comunali del 2021. L'annuncio ufficiale sarà dato domani nel corso di una conferenza stampa promossa dal consigliere regionale vannacciano Luca Ferrazzi, alla quale interverrà in collegamento lo stesso generale. Per il movimento si tratta di un ulteriore tassello nel percorso di radicamento sul territorio lombardo, dopo la presenza già consolidata in Consiglio regionale con Ferrazzi, eletto con Letizia Moratti, e Pietro Macconi, eletto con Fratelli d'Italia. «L'adesione di Luca Bernardo segna un nuovo passo nel percorso di crescita di Futuro Nazionale, contribuendo a rafforzarne la presenza politica nella città di Milano e a consolidare il radicamento del movimento sul territorio e nelle istituzioni», ha detto Ferrazzi. Alla base della decisione di Bernardo ci sarebbe un malcontento maturato da tempo nei confronti della segreteria milanese di Forza Italia Cristina Rossello. Addirittura, tra gli azzurri c'è chi parla di un diverbio molto acceso tra i due. L'ex candidato sindaco avrebbe lamentato di non aver ricevuto dal partito il sostegno atteso dopo la corsa a Palazzo Marino e avrebbe inoltre vissuto come uno sgarbo l'esclusione dal pranzo organizzato dal presidente del Senato Ignazio La Russa di due giorni fa con i possibili candidati sindaco del centrodestra. In attesa di eventuali altri ingressi, Bernardo confluirà nel gruppo Misto, poiché per costituire un gruppo autonomo sono necessari almeno tre consiglieri. La notizia ha colto di sorpresa anche il sindaco Giuseppe Sala. «Lo trovo molto strano, però parlerò con Bernardo. Capirò questa scelta che mi sembra un po' particolare, ma francamente non ne sapevo nulla», ha commentato a margine di un evento pubblico. L'approdo di Bernardo rappresenta un passaggio significativo nella strategia di Vannacci, che punta a costruire una rete di amministratori e rappresentanti locali nelle principali istituzioni del Nord.