I contratti, in scadenza nel 2029, prevedevano mansioni strategiche e retribuzioni analoghe. La rottura dei rapporti era stata motivata dall'eurodeputata con il "venir meno della fiducia" e con una presunta insoddisfazione professionale. Il giudice ha rilevato l'assenza di prove sulla giusta causa, riconoscendo il risarcimento di 300.900 euro per i mancati guadagni e 10 mila euro di spese legali. Salis: “Si tratta di una decisione che contesto integralmente e che ho già impugnato”
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L'europarlamentare di Avs Ilaria Salis è stata condannata a risarcire poco più di 300mila euro di danni a due ex collaboratori ai quali, nel 2025, ha comunicato il recesso anticipato del contratto senza giusta causa. Lo ha deciso il giudice del Tribunale del Lavoro di Milano, Franco Caroleo, dopo il ricorso dei due ex assistenti, rappresentati dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto. La sentenza, depositata lo scorso 10 marzo, è stata anche pubblicata, senza riferimenti, su una rivista giuridica. Secondo il giudice, sarebbe spettato a Salis, datrice di lavoro, "l'onere della prova della giusta causa", ma l'eurodeputata è rimasta "contumace" nel procedimento e "non ha evidentemente assolto al proprio onere". Quindi, ha ribadito il Tribunale, si deve affermare "l'insussistenza della giusta causa nei recessi impugnati".










