| 22 Luglio 2026 19:02 |

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(Adnkronos) – “In Italia esiste un problema strutturale che impedisce la crescita dei salari, con due conseguenze distinte ma collegate tra loro. La prima riguarda i redditi bassi: la produttività non cresce e, di conseguenza, non crescono tutti i redditi lordi nel loro complesso. Su questo fronte i governi che si sono succeduti sono intervenuti, giustamente, con misure di sostegno ai redditi più bassi. Questo intervento, però, ha reso evidente un secondo problema: i redditi medio-alti italiani, pur essendo complessivamente più bassi di quelli di altri paesi europei, scontano un netto ancora più penalizzato rispetto agli standard internazionali. È infatti sui redditi più elevati, dove si concentra il prelievo fiscale, che il fiscal drag e la conseguente perdita di potere d’acquisto si fanno sentire maggiormente”. Così il presidente di Manageritalia, Marco Ballarè, sul tema dei salari.

Secondo Ballarè, “la conseguenza diretta è la fuga di talenti, giovani e meno giovani, verso paesi dove possono guadagnare di più: senza queste risorse e competenze, la crescita del Paese resta bassa”. “Per questo è necessario intervenire sul ceto medio, riducendo il carico fiscale e alzando lo scaglione di riferimento. I dati presentati ieri dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio nello studio ‘La dinamica retributiva e il ruolo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche’ confermano questa lettura”, sottolinea.